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La percezione soggettiva del colore

Ogni essere umano percepisce il mondo che lo attornia in modo differente seppur simile.

Tra gli elementi percepiti c’è il colore, la cui identificazione in un oggetto, a seconda della luminosità dell’ambiente circostante, è una delle sfide a cui è sottoposto il nostro cervello.

Non è questa la sede per parlare dettagliatamente in modo scientifico del funzionamento della vista, dato che non sono un dottore del campo, ma provando a ridurre al minimo alcuni concetti base, si può dire che per la maggior parte degli esseri umani il processo di identificazione del colore inizia quando la luce entra nell’occhio tramite la cornea, raggiunge la pupilla, la attraversa e arriva al cristallino, quest’ultimo modifica la sua forma assecondando la messa a fuoco dei raggi luminosi sulla retina (tenendo conto della distanza dell’oggetto osservato) e successivamente i coni e i bastoncelli della retina assorbono la luce che li ha raggiunti e inviano stimoli al cervello grazie ai nervi ottici, al cervello non rimane altro che tradurre in immagini questi impulsi nervosi.

In sintesi persone diverse vedono lo stesso oggetto illuminato o la stessa sorgente di luce in modi diversi.

Inoltre, se si soffre di qualche patologia visiva ad un occhio o entrambi, persino la percezione del colore tra di essi è differente, divertitevi ad osservare degli oggetti colorati prima con un occhio e poi con l’altro, potreste notare differenze in dimensione degli oggetti, in luminosità e tonalità di colore.

Altro esperimento che si può fare per capire quanto un colore influisca sulla percezione dell’altro vicino è quello di creare due quadrati da colorare in modo tradizionale o digitale, come più vi aggrada.

Su uno sfondo dal colore neutro disegnate 2 coppie di quadrati distanziate un po’ tra loro. Colorate i primi due quadrati  di rosso (1) e di bianco, gli altri due dello stesso rosso (1) e di un rosso (2) più chiaro come nell’esempio che segue.

Si può notare come il rosso (1) accostato al bianco ci appare luminoso, mentre accostato al rosso (2) ci appare spento, ma in realtà è lo stesso rosso.

Se volete approfondire la tematica, vi consiglio di leggere il libro scritto dal pittore ed insegnante Johannes Itten dal titolo “L’arte del colore”.